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Giambattista Della Porta
di Michele Di Gennaro
Giambattista Della Porta nacque a Vico Equense, non lontano da Napoli, nel 1535. La sua formazione avvenne prevalentemente in ambiente domestico, consolidandosi attraverso il confronto con lo zio materno e le numerose personalità che solevano frequentare la casa del padre, Leonardo di Antonio, che dal 1541 entrerà al servizio dell'imperatore.
Il Della Porta viaggiò molto, prevalentemente in Italia, Francia e Spagna, agevolato dalla propria condizione sociale che gli permetteva di seguire i suoi studi senza necessariamente dover lavorare.
A noi è noto per la magia naturalis, mirabile e complesso studio sul pensiero magico, frutto di anni di lavori e ricerche, nel quale prende le distanze dalla magia "illecita" approfondendo invece quelle conoscenze che ritiene in consonanza con la natura e necessarie alla sua corretta comprensione:
"non crediate che le operazioni della magia naturale siano diverse dalla natura stessa, l'arte è coadiutrice della natura e ad essa serve con zelo" (magia naturalis)
Nei suoi studi il della Porta affrontò ed approfondì le più svariate discipline, dal magnetismo all'alchimia, alla fisiognomica, la botanica, l'astrologia. Fondò in giovane età assieme al fratello Giovan Vincenzo l'"Accademia dei segreti", che ebbe sede a Napoli, ma la quale fu costretto a chiudere per via delle pressioni della curia romana, in disaccordo con alcune sue posizioni. Tornerà a Napoli, dopo alcuni anni trascorsi tra Roma e Ferrara, solo nel 1581, sotto l'egida del cardinale Luigi d'Este. Ma i guai con l'inquisizione non avranno fine. Nel 1610 sarà introdotto all'Accademia dei Lincei da Federico Cesi, suo nuovo protettore e futuro duca di Acquasparta, e in seguito contribuirà, assieme a Giovambattista Basile, alla fondazione dell' Accademia letteraria degli Oziosi.
Il Della Porta compose anche tragedie e commedie, come "la Fantesca", "la Trappolaria" o "la Cintia", ma non perse mai l'intersse per quegli studi di magia ed alchimia ai quali con tanto zelo si era sempre dedicato. Morì nel 1615 a Napoli.